Niente Sting per i Kazaki

Sting

Pare che i Kazaki oggi rimarranno a bocca asciutta. Il celeberrimo Sing ha infatti deciso di cancellare l’esibizione prevista per oggi ad Astana, capitale del Kazakistan. Ma questa volta i soldi non c’entrano affatto. Anzi. Pare che il motivo della decisione, presa in prima persona dal cantautore, sia di carattere politico e sociale: sono stati infatti trapelate solo ora notizie relative alle  violazioni dei diritti umani perpetrate nel paese contro i lavoratori del settore petrolifero. Amnesty International ha infatti reso noto che diverse milgliaia di operai impegnati nel settore petrolifero erano entrati in sciopero lo scorso 26 maggio dopo l’annuncio che io loro salari sarebbero stati tagliati. Durante lo sciopero, la polizia avrebbe arrestato degli operai per manifestazioni non autorizzate e un portavoce della compagnia petrolifera interessata, la UzenMunaiGas, ha detto che circa 250 lavoratori sono stati licenziati per violazione delle norme contrattuali.
Il concerto dell’ex Police in questo clima sembrava proprio fuori luogo; tanto più che si trattava di un’occasione speciale per il Paese, la Festa Nazionale, e con queste premesse un’esibizione di Sting, come Amnesty ha fatto presente al cantante, sarebbe stata interpretata come un’avvallo alle politiche “intraprendenti” del primo ministro. Sting da parte sua ha sempre tenuto in grande conto il significato dell’espressione “impegno sociale” con la sua attiva partecipazione al Live Aid, il contributo nel 2004 per raccogliere fondi per lo tsunami e tante altre; ha dunque dichiarato “Gli scioperi della fame, i lavoratori arrestati e decine di migliaia di scioperanti rappresentano una linea virtuale che non ho alcuna intenzione di varcare”, forse memore delle feroci critiche mossagli contro nel 2009 per aver tenuto un concerto in Uzbekistan, considerato come uno dei regimi piu’ repressivi tra i Paesi dell’ex Unione Sovietica. Dunque amici kazaki dite bye bye a Sing, sarà per la prossima volta

Scritto da Lyra
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